Articoli marcati con tag ‘wor(l)ds’

Slog(g)atura

venerdì, 4 Maggio 2007


Sometimes I feel like a fist
Sometimes I am the colour of air
Sometimes it’s only afterwards
I find that I’m not there.


[S. Wilson, The sky moves sideways, 1995]

Mercy (Street)

mercoledì, 11 Aprile 2007

Looking down on empty streets, all she can see
are the dreams all made solid,
are the dreams all made real.

All of the buildings, all of those cars
were once just a dream
in somebody’s head.

She pictures the broken glass, she pictures the steam,
she pictures a soul
with no leak at the seam.

Let’s take the boat out – wait until darkness,
let’s take the boat out – wait until darkness comes.

Nowhere in the corridors of pale green and grey.
nowhere in the suburbs in the cold light of day.

There in the midst of it so alive and alone,
words support like bone.

Dreaming of Mercy Street,
wear your inside out.

(…)

[Peter Gabriel, 1986]

English (message on a dashboard)

venerdì, 23 Marzo 2007

Hai visto come
tra parole e mondi
può esserci solo una lettera di scarto?

Di uomini e comete (quell’irragionevole sensazione)

lunedì, 15 Gennaio 2007

Father father
Can you tell me
Where the hours go
Where time flows?

It is written in the stars
Upon the milky way
That we must burn bright
Before we fade away?

Mother mother
Can you tell me
Where the fire goes
When the flames cease?

(…)

[Brendan Perry, Voyage of Bran, 1999]

Ci ripenso (alla ninnananna)

lunedì, 20 Novembre 2006

[…]

Well, there’s a piece of Maria in every song that I sing
And the price of a memory is the memory of the sorrow it brings
And there is always one last light to turn out and one last bell to ring
And the last one out of the circus has to lock up everything
or the elephants will get out and forget to remember what you said
And the ghosts of the tilt-a-whirl will linger inside of your head
And the ferris wheel junkies will spin them forever instead.
When I see you a blanket of stars covers me in my bed.

Hey… Mrs. … Potter… don’t go
Hey… Mrs. … Potter… I don’t know
but, hey… Mrs. … Potter… won’t you talk to me?

All the blue light reflections that color my mind when I sleep
And the lovesick rejections that accompany the company I keep
All the razor perceptions that cut just a little too deep
Hey I can bleed as well as anyone, but I need someone to help me sleep.

So I throw my hand into the air and it swims in the beams
It’s just a brief interruption of the swirling dust sparkle jet stream
Well, I know I don’t know you and you’re probably not what you seem,
but I’d sure like to find out, so why don’t you climb down off that movie screen?

Hey… Mrs. … Potter… don’t turn
Hey… Mrs. … Potter… I burn for you
Hey… Mrs. … Potter… won’t you talk to me?

[…]

[A. Duritz, Mrs. Potters Lullaby, 1999]

Is there love in space?

venerdì, 13 Ottobre 2006

– Sì – confermo Ford Prefect – è buio.
– Niente luce – disse Arthur Dent. – Buio, niente luce!
  Una delle cose che Ford Prefect aveva sempre trovato difficile comprendere a proposito degli umani era che avevano il vizio di affermare e ripetere cose assolutamente ovvie come risultava evidente da frasi quali "Che bella giornata!" o "Come sei alto!" oppure "Oddio, mi sembra che tu sia caduto in un pozzo profondo nove metri: ti sei fatto male?". In un primo momento Ford si era fatto una sua teoria per spiegare questo strano comportamento. Aveva pensato che le bocche degli esseri umani dovessero continuamente esercitarsi a parlare per evitare di rimanere inceppate. Dopo avere osservato e riflettuto alcuni mesi, Ford aveva abbandonato questa teoria per un’altra. Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca, correvano il rischio di cominciare a far lavorare il cervello. Dopo un po’ aveva abbandonato anche questa teoria, considerandola eccessivamente cinica, e aveva deciso che in fondo gli esseri umani gli piacevano molto, anche se non poteva fare a meno di preoccuparsi e disperarsi davanti alla terribile quantità di lacune che le loro conoscenze presentavano.

[Douglas N. Adams, Guida galattica per autostoppisti, 1979]

No. Sì, ora passa, piccola. Ora passa. Oh, ma te lo ricordi quel giorno? Eh eh… sì, ma piano, ché se ci sentono…!

sabato, 23 Settembre 2006

(…)

Wendy
Darling
in the kitchen
with your dreams

Will you fly
again
Take to the sky
again

Undo the hooks
once and for all
Banish the tic tic tic tok tok tok
again

Will you be
Yourself for me?
Cause I can take it
I can stand
anything.

(…)


At times like these
any fool can see
any fool can see
your love inside me.


[Marillion, Neverland, 2004]

Sopravvento

venerdì, 22 Settembre 2006

Ho pensato al suono del suo nome
a come cambia in base alle persone
Ho pensato a tutto in un momento
ho capito come cambia il vento.

Vento d’estate
Io vado al mare, voi che fate?
Non m’aspettate
forse mi perdo.

[M. Gazzé e N. Fabi, Vento d’estate, 1998]

Soffio

mercoledì, 13 Settembre 2006

Co calma la parola
e co lisiera!
comò una seda vera,
pusagia su la tola.

E la m’ha dào ‘l velen
che me brusa ogni vena
e la m’ha messo in sen
la fiama che me svena.

E gera ciara la matina,
fresca la musica de l’onde,
che ‘riveva a le sponde
basàe de la marina.


[Biagio Marin, da El vento de l’eterno si fa teso, 1973, II – La drusa de le ametiste]


[Come calma la parola / e che leggera! / come una seta vera, / posata sulla tavola. // E mi ha dato il veleno / che mi brucia ogni vena, / e m’ha messo in petto / la fiamma che mi svena. // Era chiara la mattina, / fresca la musica delle onde, / che arrivavano alle sponde / baciate dalla marina. ]

μετά φέρω

mercoledì, 23 Agosto 2006

Una metafora come si fa?
Mi viene una poesia o la verità?

Ti fermeresti per la scena ancora un po’, ché ti riprendo – ma dove sei finita?
A dare l’acqua con il tubo alla tua ortica…

… vieni subito a vedere, lascia crescere le pere
c’è un tramonto giapponese sopra quel paese!


[Samuele Bersani, Coccodrilli, 1997]