Il Dono degli Intervalli – ovvero: il Lato Destro del Cuore

Scure, tre chili e mezzo.
Martello, quattro chili.

Impugna. Soppesa. Aspetta.
Rughe, solchi.

Aspetta…

Abbrivio: a destra la spinta, a sinistra la guida.
Direzione: il nido del pettirosso, sotto la grondaia.
Il peso, i piedi: avanti il sinistro, dietro il destro, lungimirante, che deve proteggersi dal ritorno della lama.
Nella sinistra – non stretta, non rigida sotto il collo della scure – scorre veloce il manico, finché le mani che lo stringono non si incontrano, si toccano.
Le braccia – non tese, non dritte – reggono il ferro sospeso per meno di un attimo sulla testa, contro il cielo.
Ultima stretta, poi la spinta.
Cade.
Nell’arco di caduta si accumula la forza della Terra e poi d’istinto, a metà corsa, ci metti la tua.

E va.
Si pianta.
Tu e la Terra, insieme, aprite il varco.
Forse, però.
Se la mano ti guida bene, magari trovi il punto in cui le fibre cedono una ad una, da sole, e ti si apre sotto gli occhi da sé, come se volesse risparmiarti la fatica.
Ma dipende. Dipende dal suo carattere…

Allora il manico, che resta piantato dov’è, passa ad un altro paio di mani.
E tu, ancora: impugna, misura, punta.
[Oscillazione più ampia, questo bastardo pesa di più…]
Questa volta è prima in basso, poi in alto, la rincorsa.
Ed è ferro. Su ferro.
Su ferro.
Su ferro.
Su ferro.
I colpi, fin dentro le scapole.

Uno.

Due.

Tre.

Quattro.
(cazzo)
Cinque.
(apriti)
Sei.
(apriti)
Sette.
(apriti!) 
Otto.
(apriti!)
Nove.
(APRITI!)

… e si apre. Il più delle volte.

Lascia il martello con la testa a terra, riprendi l’ascia, gira il ceppo.

Di nuovo: impugna, soppesa, aspetta, spingi, alza, fai scorrere, abbassa, spacca.

E così via.
E così via.
Così.
Fino a riempire la legnaia, per l’inverno che verrà.

Dopo mesi, riesco a reggere non più di tre ore abbondanti.
Ci si ferma – è la regola – quando il mezzo chilo di differenza nel peso tra le due bacchette magiche diventa un quintale nelle braccia.

"Ce l’hai nel sangue. Hai ritmo", decreta laconica l’autorità in materia.
Accidenti.

Anche la parola talvolta si fa scure, che spacca il cuore a metà.

Il Lato Destro è gonfio della serena soddisfazione che solo una bella mattinata di lavoro sotto il sole primaverile sa dare.
La Parte Sinistra, stizzita, gli fa: "chetterìdi? Con le misure che ti ritrovi, sei nato nel corpo sbagliato".

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