Waving

Sei una falce, tagliente, crescente ma cresciuta di un niente. Falci a falcate larghe, spesse, sconnesse, dentro un’ubriachezza di stomaco che ti fa continuamente desiderare d’essere altrove, possibilmente momentaneamente assente, si prega di richiamare più tardi – anche se poi sei a casa. E’ una solitudine di cristallo, quella della Luna, sì, che si snoda nel tempo sopra la coltre di nuvole inquiete dell’autunno. Sole, ma ‘ndo’ cavolo sei? – ti chiedi nel sogno del mattino in cui sei lì, per strada, che aiuti a partorire una donna con la pancia viola melanzana che grida disperata al suo piccolo, ormai fuori e col cordone ombelicale lungo un chilometro, “la vuoi smettere di fare le fusa, perdio?”.

Sole, ma ‘ndo’ cavolo sei? Qui non ci si capisce niente e splendere da sole è una fatica immensa, in certi momenti, specialmente di giorno. Proprio adesso doveva venirti in mente di andare a dar luce da un’altra parte?

*

Turn up the noise
and see if you can maintain your poise.
Edge out the door
And feel it as you swim back to the shore.

(continua)

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2 Commenti a “Waving”

  1. Daniele ha detto:

    Anche tu in forma, nevvero?

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