Elogio del tempo medio – che non è vero che non c’è più.

 

 

La mezza stagione non è una sequenza di temperature, né di eventi atmosferici, né di medie stagionali. La mezza stagione è una luce, e niente più. E’ il peso di quel tempo arancione che trascina il sole più in basso, e sotto il quale le cose mutano prendendo sagome più oblique e mostrando il fianco, le pieghe, le punte e le rotondità prima appiattite dal bianco accecante dell’estate. Anche l’aria, nei polmoni, si fa più spessa, con gli odori che virano verso il sentore appena alcolico e caldo di una maturazione avvenuta, passata, che risveglia dietro la nuca una silente voglia di scorta, di credenza piena, di parole vecchie ma ancora intatte come una tovaglia della nonna. La prima torta di mele della stagione a venire, il profumo delle noci nell’impasto e il primo freddo al mattino, i caffè che si allungano, una bimba che ancora non parla ma canta, e ride passeggiando nelle foglie secche lungo il ciglio dei marciapiedi per la prima volta nella sua esistenza. La mezza stagione, sì: frusc-frusc, come dice lei. E un sole riflesso che, in qualche modo misterioso che sa lui, dice di più di quello fuori dalla finestra.

Tag: , ,

Lascia un Commento