Del tempo (im)potente

[su certi piccoli aerei di certe compagnie, i posti della fila 16 sono quelli in corrispondenza delle uscite di sicurezza alari, e i passeggeri che vengono assegnati a questi posti ricevono prima degli altri le istruzioni sulle procedure d’emergenza in modo che sappiano come aprire i finestrini in caso di necessità]

– … e questo è tutto quello che riguarda la procedura d’emergenza. Grazie per l’attenzione.

Fa per andarsene, poi torna indietro. Sento un colpetto sulla spalla mentre armeggio con la cintura di sicurezza.

– Scusa…
– Sì?
– Scusami… quanti anni hai?
– Prego?
– Quanti anni hai? No, perché c’è un limite d’età per quelli che possono stare seduti ai finestrini di sicurezza, forse devo farti spostare…
– Trenta.
– Eh?
– Trenta.
– Perdona, scusa, forse non ho capito bene, il rumore dei motori… puoi ripetere?
– Ho TRENT’ANNI!
– OMMADONNA!
– …
– No, cioè, scusa… è che… sembri più giovane… PERSINO DI ME! Complimenti, mamma mia…
– Eeeh…
– Ah, a proposito, solo una cosa: in questo posto le borse non si possono tenere sotto il sedile, devi metterla nella cappelliera.
– Ok, va bene, la sposto subito.
– Attenzione alla tes
– AHIA!
– Uh, che botta! Tutto bene?
– Sì sì, grazie… eh, per forza una si porta più giovane, se c’ha la coordinazione di una bambina di cinque anni…
– Ah ah ah…
– Siamo a posto?
– Sì, grazie. Comunque mi scusi, signora.

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Un Commento a “Del tempo (im)potente”

  1. macca ha detto:

    Se io poeta, tu ragazzina.

    😀

    Dan

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