Senza parole (ma con dolore)

Vicenza, si passeggia allegri in una giornata brumosa, di umido e foschia. Nel gruppo cammino insieme a due care amiche, le mie personali àncore in due luoghi del Veneto, Mestre e Bassano del Grappa, che altrimenti sarebbero niente più che un binario isolato dove aspettare le coincidenze ferroviarie la prima e un nome vuoto sulle etichette di certe bottiglie il secondo. Grazie a loro, di questi posti conosco l’aria, la parlata, il paesaggio-paese. A un certo punto una mi fa:

– Allora, quand’è che scoppia la rivoluzione, da voi?
– Eh?
– No, nel senso che… come ti devo dire… è che a vederla da fuori, così… non si capisce… come mai…
– Ah, la storia della monnezza, dici?
– Sì. No, perché… ciò, perché, com’è che si è arrivati a questo? Com’è che la gente non… ?
– Eh, la gente. C’è un problema dall’alto e dal basso, vedi, è che quello che succede è dovuto a…

E comincio una tiritera senza fine.
La solita tiritera, per dirla tutta.
Mi ascolto parlare, e mi chiedo quante volte ancora ci verranno fatte, a noi terroni, queste domande, e fino a quando avremo la forza di rispondere, e rispondere, e rispondere. E anche se parlarne agli amici schietti fortunatamente non è un peso, ciò non toglie che comunque possa costare un qualche sforzo. Quando ho finito, mi guardano con gli occhi sbarrati.

Mestre mi fa:

– Ma come! Rifiuti tossici illegali! Cioè, ma non è possibile! E’ davvero tutto così palese? Ma se è tutto così alla luce del sole, allora perché la gente non fa niente? Cioè, ma perché non destituirle, le istituzioni, se è colpa loro…
– Eh, perché sono appunto istituzioni. Da noi molte cariche istituzionali sono coperte da criminali, che poi non è sempre facile riuscire a sradicare dal territorio. Ci sono giochi di potere ma soprattutto economici che arrivano molto in alto a volte…
– Sì, ma il governo! La gente! Anche la gente! Io andrei fin nell’ufficio di quello lì e lo porterei via…
– Eh, e poi? Che fai, lo ammazzi?
– No! Lo consegnerei alla giustizia!
– La quale poi metterebbe in galera te per aver sequestrato lui.
– Ma è un criminale!
– Sì, ma non è ancora dimostrato. Innocente fino a prova contraria, lui, per la legge, colto in flagranza di reato tu.
– Ma…
– Ma niente. E poi se mettono in galera lui, devono mettere in galera anche chi ha fatto affari con lui. Il che significa che ci finirebbe, in galera, anche un bel po’ di gente di qui, lo sai? Gente grossa, con cui fa affari anche il governo, tipo.
– Eh, adesso xe colpa nostra…
– No, non è colpa vostra, Ste’. Questo è il piano su cui stanno cercando di metterla su certi giornali, un’altra bella contrapposizione senza senso tra nord e sud. Io ti sto solo spiegando perché nessuno fa niente, soprattutto ai piani alti.
– Comunque io cercherei di mettere in piedi un’insurrezione popolare…

Bassano del Grappa, poi:

– Quello che io non capisco, poi, è perché la gente protesta contro gli inceneritori…
– Eh, quelli protestano perché vogliono in sostanza due cose: che gli vengano bonificati i siti contaminati sopra i quali hanno dovuto vivere fino a ora, e poi perché gli inceneritori siano fatti per bene e perché quello che ci viene bruciato dentro sia solo quello che può essere bruciato dagli impianti, cosa che da noi nessuno può assicurare…
– Però non è possibile che non succede niente, che quelli stanno ancora lì, ma davvero a nessuno è mai venuto in mente di andare con una spranga a togliere di mezzo i responsabili, visto che si sanno anche i nomi?

E ad un tratto, d’improvviso, mi mancano le parole. Non so. Più. Cosa. Dire. Loro.
Resto in silenzio, con la sensazione di avere un buco che mi allarga sotto i piedi: di corrette informazione e percezione del reale per loro, di senso della democrazia per me, che mi ricordo anche del momento e del luogo precisi in cui me lo sono perso per strada. Enorme, per tutte e tre, è la voragine dov’è finito il senso di quello che è giusto e quello che non lo è, insieme ai diritti, quelli che potremmo e dovremmo avere e non abbiamo. Unitamente ai doveri.

Dopo tante tiritere, davanti a due altri da me e alla loro adulta innocenza, mi sono venute meno le parole per le quali pensavo che avrei sempre avuto fiato. E forte, mai come questa volta, la sensazione di vivere lungo un pozzo, e venire dalla Luna.

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Un Commento a “Senza parole (ma con dolore)”

  1. alex321 ha detto:

    E si potrebbe continuare…..

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